
Due amici acquistano un appartamento per affittarlo. Senza una struttura giuridica, si trovano in comunione, un regime in cui ogni decisione richiede l’accordo di tutti e dove qualsiasi comproprietario può provocare la vendita del bene. La società civile immobiliare (SCI) risolve questo problema creando una persona giuridica distinta che detiene il bene, mentre ogni socio riceve quote sociali proporzionali al proprio apporto.
Redazione dello statuto della SCI: la base di tutto il progetto
Lo statuto non è un modulo da compilare meccanicamente. Questo documento fissa le regole del gioco tra soci per tutta la durata della società. Tre punti meritano particolare attenzione.
Il primo riguarda le modalità di presa di decisione. Di default, alcune decisioni richiedono l’unanimità. Lo statuto può prevedere un voto a maggioranza semplice o qualificata per gli atti di gestione ordinaria, evitando così blocchi quando un socio è irraggiungibile o in disaccordo.
Il secondo punto riguarda la ripartizione delle quote sociali. Essa determina il peso di ogni socio nei voti e nella distribuzione dei profitti. Quote diseguali permettono, ad esempio, a genitori di mantenere il controllo integrando i propri figli nella SCI.
Il terzo riguarda le clausole di gradimento. Senza una clausola specifica, un socio può cedere le proprie quote a un terzo esterno. Se desiderate mantenere il controllo del cerchio di soci, lo statuto deve prevedere una procedura di gradimento che regoli ogni cessione. In aggiunta, troverete informazioni su Immo Franchise che dettagliano le diverse configurazioni possibili in base al vostro progetto.
Perché non utilizzare un modello gratuito trovato online? Perché questi modelli rimangono generici. Una SCI familiare destinata a preparare una successione e una SCI tra investitori che mirano all’affitto non hanno le stesse esigenze. Statuti mal calibrati costano di più da correggere che da redigere bene fin dall’inizio.

Capitale sociale e deposito dei fondi: ciò che la legge impone davvero
La SCI non richiede alcun capitale minimo. Tecnica, un euro simbolico è sufficiente. Ma un capitale troppo basso presenta problemi concreti.
Le banche esaminano il capitale sociale prima di concedere un prestito immobiliare alla SCI. Un capitale irrisorio segnala una mancanza di solidità finanziaria. Inoltre, i soci di una SCI sono responsabili dei debiti della società in modo illimitato, proporzionalmente alle loro quote. Un capitale sufficiente limita il rischio di essere chiamati a rispondere con il proprio patrimonio personale in caso di difficoltà.
Apporto in denaro o in natura
L’apporto in denaro (soldi) è il più semplice. I fondi devono essere depositati su un conto bancario a nome della SCI in formazione, presso una banca, un notaio o la Cassa dei depositi. La banca rilascia quindi un’attestazione di deposito, documento obbligatorio del fascicolo di registrazione.
L’apporto in natura consiste nel trasferire un bene immobiliare esistente alla SCI. Questa operazione comporta spese di trasferimento e richiede un atto notarile. È giustificata quando un socio possiede già un bene che desidera integrare nella società per facilitarne la gestione o la trasmissione.
Formalità di registrazione della SCI allo sportello unico
Dal riforma dello sportello unico dell’INPI, tutte le formalità di creazione passano attraverso una piattaforma online. Ecco i passaggi concreti da seguire una volta firmati gli statuti:
- Pubblicare un annuncio legale in un giornale autorizzato del dipartimento della sede sociale. Questa pubblicazione menziona la denominazione, l’oggetto sociale, il capitale, la sede e l’identità del gestore.
- Costituire il fascicolo di creazione: statuti datati e firmati, attestazione di deposito dei fondi, giustificativo della sede sociale, documento d’identità del gestore, modulo di dichiarazione dei beneficiari effettivi.
- Depositare il fascicolo completo sul sito dello sportello unico dell’INPI. Il tribunale di commercio tratta la richiesta e assegna un numero SIREN alla SCI.
- Ricevere l’estratto Kbis, che attesta l’esistenza giuridica della società. Senzo questo documento, la SCI non può né aprire un conto bancario definitivo né firmare un atto di acquisto.
Il tempo tra il deposito del fascicolo e l’ottenimento del Kbis varia a seconda dei registri, ma generalmente ci vogliono alcuni giorni lavorativi se il fascicolo è completo fin da subito.

Cessione di quote di SCI: il nuovo obbligo del 2026
Pensavate di poter cedere le vostre quote con un semplice atto tra soci? Non è più possibile. Una legge del 26 giugno 2026 ha introdotto l’articolo 1865-1 del Codice civile. Da ora in poi, ogni cessione di quote di SCI deve avvenire tramite un atto autentico notarile, un atto controfirmato da un avvocato o un documento redatto da un commercialista abilitato.
Questo obbligo si applica anche alle cessioni puramente familiari tra soci di una stessa SCI. Il mancato rispetto di questa formalità comporta la nullità della cessione. Per una SCI familiare in cui i genitori cedono progressivamente le proprie quote ai figli, ciò significa un costo aggiuntivo a ogni operazione di trasmissione.
Perché questo cambiamento?
Le cessioni sotto sequestro privato generavano contenziosi frequenti. L’intervento di un professionista del diritto garantisce che la valorizzazione delle quote, le clausole di gradimento e le conseguenze fiscali siano trattate correttamente. In pratica, anticipare queste spese nel budget di funzionamento della SCI consente di evitare brutte sorprese durante una donazione o una rivendita di quote.
Scelta del regime fiscale: imposta sul reddito o imposta sulle società
Di default, la SCI è soggetta all’imposta sul reddito (IR). I redditi fondiari vengono riportati direttamente nella dichiarazione personale di ogni socio, in base alla propria quota. Questo regime è adatto alle SCI patrimoniali con poche spese deducibili.
L’opzione per l’imposta sulle società (IS) consente di dedurre un numero maggiore di spese, in particolare l’ammortamento del bene. L’aliquota fiscale può essere più vantaggiosa finché i profitti rimangono nella società. D’altra parte, l’opzione per l’IS è irrevocabile e modifica il calcolo della plusvalenza in caso di rivendita del bene.
Un punto spesso trascurato: una SCI soggetta all’IR che pratica abitualmente locazioni arredate passa automaticamente sotto il regime dell’IS. Questo rischio riguarda direttamente gli investitori che affittano su piattaforme a breve termine senza aver misurato le conseguenze fiscali.
La scelta tra IR e IS dipende dalla strategia patrimoniale a lungo termine. Una SCI destinata a trasmettere un bene familiare non ha gli stessi interessi fiscali di una SCI costituita per generare redditi locativi reinvestiti. Prendere questa decisione prima della redazione degli statuti, e non dopo la registrazione, evita correzioni costose.